Piante grasse

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Descrizione Piante grasse

La denominazione più corretta per le piante grasse sarebbe quella di piante succulente, così definite per i caratteristici rigonfiamenti dei loro tessuti; rigonfiamenti che contengono un succo privo, però, di grassi.
Le piante grasse sono, infatti, caratterizzate da tessuti ricchi di liquidi, che vengono immagazzinati a livello sia delle foglie, che del fusto e delle radici, per consentire la sopravvivenza di queste piante nei climi particolarmente secchi e in terreni aridi e privi di acqua.

Le piante grasse si dividono in cactacee e non cactacee. Le seconde sono piante come l’agave, l’aloe, l’echeveria, la crassula, capaci di sopravvivere nei climi secchi, fino ad una soglia di sopravvivenza a cui fa seguito, come estrema difesa, o l’avvizzimento oppure la caduta delle foglie.
Le cactacee, invece, per diminuire la traspirazione, sviluppano le caratteristiche spine ed hanno la parte succulenta, cioè la parte contenente i liquidi, a livello del fusto. Il cactus ovviamente fa parte di quest’ultima specie di piante grasse.

Il cactus, che si presenta con circa due migliaia di specie, è caratterizzato proprio da un fusto succulento in genere della forma che assomiglia a quella di un globo, con una superficie sia spinosa che glabra, e con sezioni di forma stellata, circolare, od ovale. Anche per le dimensioni vi sono molte differenti varietà: da quella di altezza e diametro di pochi centimetri, fino a quelle che possono raggiungere anche qualche decina di metri.

Il terriccio migliore per la coltivazione e conservazione delle piante grasse dovrebbe avere una struttura porosa, capace cioè di far passare agevolmente acqua e aria e, allo stesso tempo, capace di non assorbire l’acqua troppo velocemente, ma neanche troppo lentamente. Questo terriccio non dovrebbe, inoltre, contenere una quantità eccessiva di sostanza organica.
Per ottenere questo tipo di terreno si dovrebbero mescolare insieme: terra di campo, ricca di utili microrganismi, sabbia, per la sua bassa capacità di assorbimento, e terriccio di foglie, per l’apporto di sostanze organiche

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