Disturbi dell'alimentazione

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Descrizione Disturbi dell'alimentazione

I Disturbi dell'alimentazione sono caratterizzati dalla presenza di grossolane alterazioni del comportamento alimentare.
Rientrano nella categoria dei disturbi dell’alimentazione:

La caratteristica che accomuna tutti i disturbi dell’alimentazione è il dimorfismo corporeo, cioè la percezione alterata del peso e della propria immagine corporea: una ragazza anoressica do 35 kg, continuerà a guardarsi allo specchio e dire di essere grassa.

Se con l’anoressia nervosa vi è lo sforzo estremo al mantenimento del peso corporeo al di sotto del peso minimo normale e con la bulimia comportamenti alternati tra abbuffate e azioni di compensazione, come il vomito autoindotto o l’abuso di lassativi, nella sottocategoria “ Disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati” rientrano tutti quegli atteggiamenti, segni, sintomi che non soddisfacendo i criteri dell’anoressia e bulimia, ma scostandosi dalla norma, sono classificati come disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati.

Nella sottocategoria dei disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati vi sono inclusi i seguenti casi:

Il disturbo da alimentazione incontrollata, secondo le recenti stime epidemiologiche, è in crescita, tanto che si ipotizza possa acquisire una propria dignità di Categoria tra la classificazione dei Disturbi dell’alimentazione.
Il disturbo da alimentazione incontrollata, famoso in America con l’acronimo BED, Binge Eating Disorder, è un disturbo che spinge le persone a compiere grandi abbuffate ed ingerire enormi quantità di cibo in assenza di comportamenti sistematici di compenso. Le persone con un disturbo da alimentazione incontrollata, raramente si rivolgono allo psicologo ma, di norma, chiedono aiuto alle strutture sanitarie presentano gradi variabili di obesità, spesso rischio per la propria salute.

Legati al disturbo da alimentazione incontrollata, che di norma, insorge nella tarda adolescenza o nella tarda decade della vita, altre all’aumento del perso corporeo e dalle pericolose alterazioni neuroendocrine causate dall’enorme ingestione di cibo (glicemia, trigliceridi, colesterolo), si associano sentimenti di sconfitta, di colpa e di disgusto verso se stessi.
Questi sentimenti, in associazione a sintomi depressivi e abbandonici, sono concausa dell’insuccesso delle sole terapia dietetiche per l’obesità.

Per questo motivo, l’approccio migliore ai disturbi dell’alimentazione, è sempre un approccio integrato che preveda supporto psicologico e piscoteraputico, medico e nutrizionista.

L’obesità è un fenomeno in continua espansione e, forse per assuefazione o semplicemente perché “ il piacere del mangiare” sembra un comportamento giustificato e universale, si sottovaluta il peso e la conseguenza del Binge Eating Disorder.
Il disturbo da alimentazione incontrollata è un disturbo dell’alimentazione a tutti gli effetti e, come tale, necessita dell’intervento dello psicologo.

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